Il percorso dei Beati Paoli
s'ispiraalla vicenda storica dei misteriosi personaggi che
operavano segretamente nel quartiere Capo e ordinavano congiure
ed efferati delitti dai tribunali sotterranei della vecchia
città siciliana.
Travestiti da frati di giorno, giustizieri di notte, sconosciuti
tra loro e guidati da un capo noto solo a due adepti, la
setta, capace di colpire anche nelle celle più sorvegliate
dell'inquisizione o nelle stanze private dei palazzi aristocratici,
ha assunto la sua notorietà grazie all'omonimo romanzo
di Luigi Natoli che delle gesta dei Beati Paoli ne fa cronaca
e leggenda.
Attraverso la ricostruzione creata da alcuni storici che
hanno interpretato le tracce lasciate dal Villabianca e
Salomone Marino poi fuse con la tradizione orale.
Il percorso dei Beati Paoli è un itinerario volto
a svelare le trame di un vero giallo storico, cercando di
capire dai pochi indizi rimasti e da quei siti che sono
stati teatro delle imprese della scellerata confraternita.
Il mistero legato ai Beati Paoli ha inizio dall'impero di
Carlo V, piazza San Giorgio dei Genovesi, nel quartiere
della Loggia dove nel Cinquecento genovesi, pisani, amalfitani,
catalani, napoletani imponevano mercanzie e regole. Qui
si volge l'attenzione all'iscrizione posta sul campanile
della Chiesa dell'Annunziata, oggi Conservatorio di Musica,
dove si narra che il pisano Gianluca Squarcialupo in lotta
con l'oligarchia cittadina venne trucidato insieme ai suoi
compagni di rivolta in un agguato nel 1517 ordinato da Ettore
Pignatelli.
Il percorso dei Beati Paoli procede verso il Cassaro, l'odierno
Corso Vittorio Emanuele, per ammirare la chiesa barocca
di San Matteo, fermarsi davanti alla cappella di San Francesco
di Paola, il santo, vicino al vicerè e forse anche
al suo delatore, che potrebbe avere dato nome ad identità
agli affiliati della setta, perlustrare la sacrestia e le
sue porte murate anticamera dei possibili passaggi segreti
che conducevano verso altre chiese e la lontana sede della
consorteria. Superati i Quattro Canti di città il
percorso punta sul monastero di Montevergini per spiare
dal coro il movimento dei fedeli. A pochi passi Piazza Sett'Angeli,
dietro alla cattedrale di Palermo. Qui, il vicerè
aveva fondato nel 1529 un monastero femminile dell'ordine
di san Francesco di Paola, il maschile nasceva un anno dopo.
I due conventi si trovavano alle estremità del quartiere
del Capo, sotto e tutta una rete di camminamenti in comunicazione
tra loro.
Ottimi nascondigli e luoghi di facile fuga. Piazza Beati
Paoli è vicina. Ci troviamo nel cuore del quartiere
generale dei Beati Paoli, che si riunivano in una grotta
tribunale, vicina alla chiesa di Santa Maria dei Canceddi.
Nella grotta, quattro metri sotto terra, con un diametro
di circa otto metri, una sorta di sedile crato nella roccia
lunga tutta la circonferenza, si arriva da un piccolo ingresso
di Vicolo degli Orfani. Ma è possibile raggiungere
la grotta anche dai sotteranei di Palazzo Baldi Biandano
sulla cui facciata campeggia l'iscrizione "Antica sede
dei Beati Paoli". Il percorso ci conduce verso il Giardino
della Cuncuna, vecchia sede di una vecchia osteria che aveva
dei passaggi sotterranei. Scendiamo verso la chiesa dei
SS. Quaranta Martiri dei Pisani. Da qui alla chiesa di San
Giovanni alla Giulia con la vasta esposizione di sai neri
con il cappuccio della confraternita di Maria SS Addolorata
del Venerdì Santo.
Questo percorso cittadino alla scoperta dei misteri della
setta dei Beati Paoli è anche un'itinerario turistico
che chiunque può intraprendere. La città di
Palermo mette a disposizione delle guide che vi accompagneranno
in questi luoghi per riscoprire antichi e irrisolti misteri
del nostro passato.